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Quali sono gli oggetti che ostacolano davvero l’ordine? L’elenco pratico e come eliminarli

📅 5 Agosto 2026✍️ di Rosanna Milani⏱️ 4 min di lettura

Quante volte vi guardate intorno e pensate: “Ma come è diventato tutto così caotico?” Io lo faccio almeno una volta alla settimana, e devo dirvi che negli anni ho imparato a riconoscere i veri colpevoli del disordine. Non sono i dettagli irrilevanti, bensì oggetti specifici che, per loro natura, trasformano gli spazi ordinati in caos vero e proprio. Oggi voglio condividere con voi l’elenco pratico che ho compilato grazie alle decine di case trentine che ho aiutato a organizzare, dalle baite di montagna agli appartamenti cittadini.

Gli oggetti che creano più disordine di quanto immaginiamo

Quando entro in una casa per aiutare a riorganizzarla, noto subito che il disordine non è casuale. Ci sono sempre gli stessi tipi di oggetti a fare da “colpevoli seriali”. Mi è capitato di recente di lavorare in una casa dove i proprietari avevano accumulato una quantità incredibile di cavi e caricabatterie: erano sparsi ovunque, enorme fonte di confusione visiva e pratica. Tutti li conservavano “perché chissà quando potrebbero servire”, ma la verità è che i cavi obsoleti occupano spazio senza ragione.

I giornali, le riviste e i dépliant pubblicitari sono un’altra categoria terribile. Una signora mi confessò di avere scaffali interi dedicati a pubblicazioni che non leggeva da anni. Custodiva riviste di arredamento pensando di trarne ispirazione, ma in realtà le vedeva solo come una montagna di carta da spolverare.

Poi ci sono gli oggetti duplicati: due aspirapolveri simili, tre telecomandi per un televisore, molteplici carica-batterie. Quante volte scopro clienti che posseggono due o tre versioni della stessa cosa senza rendersene conto?

Come eliminare questi oggetti e recuperare spazio

Non si tratta solo di buttare via tutto. Dico sempre che l’ordine vero nasce dal discernimento. Per i cavi, la mia regola è semplice: se non sapete a cosa serve, sparisce. Conservate al massimo uno o due caricabatterie universali di qualità. Per gli altri, createvi un piccolo archivio etichettato in una scatola – sì, solo una – dove riporre davvero solo quelli che riconoscete e che corrispondono a dispositivi che possedete ancora.

I giornali e le riviste vanno riciclati secondo Normativa ambientale|le normative locali. Il consiglio è implacabile: se non li leggete entro una settimana dall’arrivo, escono dalla porta. Non ha senso conservarli “per dopo”. Se siete appassionati di arredamento, potete scattare una foto alla pagina che vi ispira e archiviarla digitalmente.

Per gli oggetti duplicati, applico il test pratico: uno rimane, gli altri vanno donati a chi potrebbe usarli. Una radio portatile che non adoperate in camera perché avete lo smartphone? Regalatela a chi ne ha bisogno, non occupate spazio in casa vostra.

Un altro oggetto invisibile ma ingombrante: gli imballaggi. Custodiamo scatoloni da cui esce il prodotto e poi li teniamo per anni. Mi è capitato di trovare una signora che conservava le scatole di elettrodomestici comprati cinque anni prima. “Per il trasloco futuro”, diceva. Probabilmente traslochera tre volte prima di usarle veramente.

Gli errori tipici da evitare quando create ordine

Il primo errore è acquistare contenitori prima di eliminare. Vedo spessissimo gente che compra bellissimi scatoloni per organizzare, ma dentro mette ancora rifiuti. L’ordine vero inizia dalla sottrazione, non dall’aggiunta di arredi.

Il secondo errore è creare zone di “temporaneo”. Un mucchio di vestiti sul letto destinato a fare beneficenza, oppure una scatola di oggetti “da decidere” relegata in cantina: rimangono lì per anni. Se qualcosa deve andarsene, deve andarsene. Se deve restare, deve avere un posto fisso e preciso.

Il terzo – e forse il più difficile – è ritenere che gli oggetti abbiano sentimenti. Nessun piatto inutilizzato soffre se lo date via. Nessun libro mai aperto si offende se viene regalato a una biblioteca. Questo mentalismo ci blocca: abbiamo paura di liberarci della roba perché la associamo al denaro speso o ai ricordi.

Un’ulteriore trappola è procrastinare le piccole decisioni. Ogni volta che entrate in una stanza, vedere oggetti fuori posto logora la vostra energia mentale. Sindrome da accumulo di informazioni|La fatica decisionale è reale. Prendete le decisioni una volta, chiaramente, e poi non tornateci su.

Il sistema che funziona davvero

Dopo anni di lavoro, ho sviluppato un metodo: ogni oggetto deve meritarsi lo spazio che occupa. Chiedetevi: “Lo uso, lo amo, o semplicemente lo tolleliamo?” Se la risposta è no a tutte e tre, non ha diritto a stare in casa vostra.

Iniziate da una categoria piccola – le lampadine di ricambio, per esempio – e affrontate la stanza dove create più disordine. Per la maggior parte, è la cucina o la camera da letto.

Fate un giro mensile. Io ho una regola personale: ogni mese tocco i punti critici della mia casa e rimuovo una categoria di oggetti problematici. Non deve essere traumatico. Dev’essere un’abitudine, piccola e gestibile.

L’ordine non è una destinazione, è un flusso continuo. Ma sapere quali nemici combattere – i cavi, la carta, gli oggetti duplicati, gli imballaggi inutili – vi dà già un vantaggio enorme. Provate oggi stesso con una sola categoria. Vedrete che differenza fa.

Rosanna Milani

Rosanna, cresciuta tra i monti del Trentino, si è sempre distinta per lo spirito pratico e l’attenzione all’ordine. Ha aiutato parenti e amici ad organizzare baite e seconde case, affrontando con inventiva le difficoltà degli spazi ristretti. Condivide consigli genuini che uniscono tradizione e innovazione domestica.

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